Soggetti e percorsi

Il sistema dell'accoglienza e la normativa

Ai MSNA si applicano le norme previste dall’ordinamento italiano in materia di assistenza e protezione dei minorenni. In quanto minori, sono destinatari di tutti i diritti sanciti dalla Convenzione dei diritti del fanciullo 1989, non possono essere espulsi (Ex art. 19 co. 2 del Testo Unico sulle Migrazioni), non possono essere detenuti in Centri di Identificazione e Espulsione e hanno il diritto di ricevere un visto/permesso di soggiorno.   
La legge 7 aprile 2017, n. 47 (conosciuta come legge Zampa), ha infine introdotto una serie di modifiche alla normativa vigente con la finalità di definire una disciplina unitaria organica, uniformare il sistema dell’accoglienza e favorire il miglioramento delle condizioni di permanenza sul territorio italiano dando sostenibilità al progetto migratorio e contribuendo alla loro inclusione nel tessuto sociale.

Scopo di questa sezione è quello di approfondire:

  • Le novità della Legge 47. La legge 7 aprile 2017, n. 47 (conosciuta come legge Zampa) garantisce un sistema unico di accoglienza, superando le distinzioni tra minori stranieri non accompagnati e minori non accompagnati richiedenti protezione internazionale, con l’inclusione di entrambi nel Sistema Nazionale per la Protezione e i richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). La legge, oltre a ribadire i diritti riconducibili alla Convenzione per i Diritti del Fanciullo, migliora e rende uniformi le procedure per l’accertamento dell’età, estende l’utilizzo di mediatori culturali qualificati, a partire dal momento dell’identificazione, che deve sempre partire dal colloquio con il minore effettuato dal personale qualificato della struttura di accoglienza. Semplifica a favore dei minori le procedure di riconoscimento dell’età e di riconoscimento del permesso di soggiorno al compimento dei 18 anni, riduce il termine massimo di trattenimento dei minori nelle strutture di prima accoglienza (da 60 a 30 giorni) e stabilisce un sistema organico di accoglienza, promuove la figura dell’affido familiare così come la nomina puntuale di tutori volontari per questi minorenni, formati dai Garanti regionali e delle province autonome per l'infanzia e l'adolescenza, e incaricati dal Tribunale dei Minorenni da un apposito elenco.
  • Il ruolo del  Ministero degli Interni. Coordina il sistema di accoglienza dei MSNA ed è competente dal 1 gennaio 2015 su tutti i minori stranieri non accompagnati, richiedenti asilo e non. Gestisce il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) in cui è confluito il Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati già operante presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Predispone interventi a sostegno dei Comuni volti ad ampliare il numero dei posti per la prima e la seconda accoglienza, contribuendo anche economicamente ai relativi oneri, anche attraverso l’attivazione di Avvisi pubblici per la creazione di centri governativi di prima accoglienza e la promozione di bandi per l’ampliamento della rete Sprar.
  • Il ruolo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Effettua il censimento dei MSNA presenti in Italia attraverso il SIM (Sistema Informativo Minori), vigila sulle modalità di soggiorno, coopera e si raccorda con le amministrazioni interessate, svolge compiti di impulso e di ricerca al fine di promuovere l'individuazione dei familiari dei minori presenti non accompagnati, può adottare ai fini di protezione e di garanzia del diritto all'unità familiare il provvedimento di rimpatrio volontario assistito, formula pareri per l'ottenimento dei permessi di soggiorno al raggiungimento della maggiore età e sostiene interventi di integrazione socio-lavorativa (1000 percorsi finanziati nel 2015).
  • Il ruolo dello SPRAR. ll Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito da una rete di enti locali presso i quali sono attive strutture con progettualità specifiche che seguono determinati standard di qualità per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. Essi accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, di competenza del Ministero dell’Interno. La gestione è affidata all’ANCI tramite le attività del Servizio centrale.
  • Il ruolo degli enti locali. Secondo la Legge 328/2000, i Comuni hanno la funzione di sostegno e di assistenza dei MSNA presenti nei rispettivi territori di competenza, nonché i relativi oneri economici; l'intesa tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali del 10 luglio 2014 sui flussi non programmati e la legge di stabilità per il 2015 hanno introdotto una governance di sistema per la presa in carico dei MSNA con la creazione di un unico Fondo per l'accoglienza dei minori in capo al Ministero dell'interno, finalizzato alla gestione integrata del fenomeno migratorio, incluso l’asilo, la migrazione regolare, il rimpatrio dei cittadini stranieri e l’integrazione.
  • Il sistema e le strutture di accoglienza. Il sistema prevede due livelli di accoglienza:                                                          

1. la prima accoglienza garantita da strutture governative ad alta specializzazione, che accolgano i minori stranieri non accompagnati nella fase di primo rintraccio (istituite e gestite dal Ministero dell’interno con funzioni di identificazione, di eventuale accertamento dell’età e dello status, anche al fine di accelerare l’eventuale ricongiungimento con parenti presenti anche in altri Paesi dell’UE).
2. accoglienza di secondo livello di tutti i minori stranieri non accompagnati (richiedenti asilo e non) che rientra nell'ambito dello SPRAR, una rete di enti locali presso i quali sono attive strutture con progettualità specifiche che seguono determinati standard di qualità per l’accoglienza e l’integrazione e tutte le strutture di secondo livello accreditate/autorizzate a livello regionale o comunale.

  • La figura del tutore volontario. Il tutore volontario ha il compito di rappresentare giuridicamente un minore straniero non accompagnato, a titolo gratuito e volontario, inoltre persegue il riconoscimento dei diritti del minore senza alcuna discriminazione; ne promuove il benessere psicofisico; vigila sui percorsi di educazione e integrazione, tenendo conto delle capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni; vigila sulle condizioni di accoglienza, sicurezza e protezione; ne amministra l’eventuale patrimonio, senza la presa in carico domiciliare ed economica. Possono esercitare il ruolo di tutore volontario privati cittadini in possesso dei requisiti di legge (articolo 1 dell'avviso pubblico) disponibili ad esercitare la rappresentanza legale di ogni minore arrivato in Italia senza adulti di riferimento. Gli aspiranti tutori volontari devono seguire un corso di formazione di 24/30 ore sulle specificità del loro ruolo, vengono inseriti nell’elenco istituito presso il tribunale per i minorenni competente della regione di residenza o domicilio, e selezionati e nominati dal giudice.